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Lo
stambecco (Capra ibex) è un bovide di medie dimensioni, caratterizzato
da forme robuste e pesanti. Entrambi i sessi portano corna dall’accrescimento
continuo che, nel caso dei maschi, possono raggiungere la lunghezza di 100 cm,
mentre nelle femmine hanno uno sviluppo massimo di 25-30 cm.
Lo stambecco è una specie protetta: già ai primi dell’800 si trova a rischio
di estinzione, con la presenza di un’unica esigua popolazione sopravvissuta
presso il territorio del Gran Paradiso, diventato poi Riserva Reale di Caccia
e successivamente Parco Nazionale. A partire da questa popolazione originaria,
lo stambecco è stato reintrodotto sull’arco alpino, e oggi le colonie
si stanno progressivamente diffondendo.
Perfettamente adattato all’orizzonte alpino, lo stambecco risulta particolarmente
legato agli ambienti rocciosi e alle praterie di alta quota; anche durante la
stagione invernale scende raramente verso i boschi, ricercando i versanti più
soleggiati e con forti pendenze: l’altitudine media a cui vive è sempre
superiore ai 2.000 metri. Le quote più basse verso i fondovalle sono raggiunte
in primavera, quando gli stambecchi sono attratti dal ricaccio vegetativo che
segue i rigori dell’inverno.
A suo agio nei severi ambienti dell’alta montagna, lo stambecco è capace
di straordinarie acrobazie sulle rocce e sulle pietraie, grazie alle zampe dotate
di larghi zoccoli e di “suole” elastiche con margini taglienti durissimi,
molto adatti a far presa nell’arrampicare.
In tale habitat questo ungulato si nutre prevalentemente di vegetazione erbacea,
anche se durante l’inverno la sua alimentazione è integrata da rametti
di larice e di altre conifere, muschi e licheni.
Si tratta di una specie gregaria, che vive in branchi unisessuali. Le femmine
formano branchi anche consistenti dei quali fanno parte, oltre alle madri con
i loro piccoli, anche femmine senza piccolo e giovani maschi sino ai due anni
di età. Solo in inverno, in concomitanza con il periodo degli amori, si osservano
gruppi misti.
Gli accoppiamenti avvengono tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio,
quando solo i maschi di rango sociale più elevato corteggiano con successo le
femmine e partecipano alla riproduzione. I combattimenti tra maschi sono molto
spettacolari: essi si rizzano sulle zampe posteriori e si scontrano ripetutamente
con le corna, tanto che il suono generato dai colpi può essere sentito anche
a distanza. I piccoli nascono verso fine maggio-inizio giugno, con i parti che
avvengono in genere in luoghi impervi e inaccessibili, per proteggersi dai predatori.
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