La coturnice delle Alpi

Esemplare di coturniceLa coturnice delle Alpi (Alectoris graeca saxatilis) è un uccello compatto, dal piumaggio simile nel maschio e nella femmina, con il dorso grigio che rende l’animale abbastanza mimetico sul terreno.
L’habitat frequentato dalla coturnice si pone tra quello del gallo forcello e della pernice bianca, ma in certi periodi vi si può anche in parte sovrapporre; le quote medie sono comprese tra i 1.500 e i 2.400 metri s.l.m..
Il suo ambiente preferito consiste in versanti ripidi e rocciosi, esposti a sud e caratterizzati da prati alpini e subalpini, in parte con la presenza di arbusti nani quali ad esempio il ginepro, il mirtillo nero, il mirtillo rosso o il brugo; la presenza di alberi non è indispensabile.
La distribuzione altitudinale varia a seconda della stagione. Durante il periodo riproduttivo le coturnici si trovano al di sopra del limite del bosco, mentre nel periodo invernale possono anche abbassarsi ad altitudini di 700-800 metri. In generale la coturnice ritorna comunque nelle zone più in quota appena la neve scompare.
Si ciba di erbe, gemme, aghi di conifere, oltre che di insetti e larve.
Molto elusiva e mimetica, cammina molto bene sul terreno; se spaventata, si invola velocemente in discesa lungo i pendii. La sua presenza è resa inconfondibile anche dallo sterco, che si presenta con una forma avvitata e un colore verdastro con una parte culminale più ampia e di color bianco.
Facile da riconoscere è pure il canto, particolarmente intenso durante il periodo primaverile quando il maschio lo utilizza per delimitare il suo territorio e richiamare la femmina per formare la coppia. In maggio-giugno la femmina procede alla deposizione delle uova, da 8 a 14, che vengono incubate per circa 25-26 giorni. I piccoli iniziano a volare dopo circa un mese, ma sono subito in grado di seguire la madre alla ricerca del cibo.
Alla fine del periodo riproduttivo e durante l’inverno si formano dei gruppi di più individui, che sono costituiti in media da 5-7 esemplari.
Negli anni ’60 e ’70 la coturnice ha subito una drastica diminuzione su tutto l’arco alpino. Si ipotizza una successiva ripresa, ma i dati disponibili sulla loro dinamica sono a tutt’oggi assai scarsi.