Il gallo forcello

Maschio di gallo forcello (foto tratta da www.vallibergamasche.info)Detto anche fagiano di monte (Lyrurus tetrix), questo grosso uccello della famiglia dei tetraonidi presenta un marcato dimorfismo sessuale: il maschio ha le piume color nero-azzurro scuro, le ali hanno una bordatura bianca e la coda ha la forma di lira, e possiede due caruncole rosse alla base del becco, più evidenti nel periodo degli amori; la femmina invece non possiede le caruncole, e il suo piumaggio è di color bruno scuro con strie nere e barre bianche, decisamente meno appariscente rispetto a quello del maschio.
Normalmente sull’arco alpino il gallo forcello vive in boschi misti dotati di spesso sottobosco arbustivo, con una presenza di non meno del 20% di latifoglie, intervallati da radure pascolate da bovini. L’habitat più caratteristico per il gallo forcello è tuttavia il limite della foresta, fra i 1.600 e i 2.000 metri di quota, dove tra le conifere ormai rade dominano arbusti di rododendro, ontano e mirtillo.
In estate predilige i pendii freschi e umidi con esposizione settentrionale. In inverno, quando la temperatura si abbassa sotto i -4°C , il gallo forcello scava buche nella neve lunghe circa 60 cm, nelle quali si rifugia per difendersi dal gelo e risparmiare energie, restando immobile per gran parte della giornata.
Alla fine di aprile i maschi si riuniscono per le loro caratteristiche parate nuziali antecedenti l’accoppiamento in luoghi detti ‘arene’, in genere con poca vegetazione e poco ripidi, dove si mettono in mostra con rogolii e fischi, saltelli, piccoli voli ed esibizione del piumaggio. Per tutto il mese di maggio, soprattutto nelle prime ore del mattino o verso il tramonto non è difficile infatti udire il canto dei maschi. Il periodo degli amori termina a fine maggio o nei primi di giugno. Se non esiste disturbo le arene vengono conservate per numerosi anni.
La sua alimentazione è molto varia: si nutre principalmente di gemme, foglie e rametti di mirtillo e rododendro, erbe e bacche; in inverno quando gli arbusti sono indisponibili in quanto coperti dalla neve, la dieta viene integrata da aghi di pino e abete, gemme di sorbo degli uccellatori e ontani, rametti di larice, foglie di rododendro e di altri vegetali. Gli alimenti di origine animale (farfalle, api, mosche, cavallette, vermi, formiche ecc.), disponibili nella bella stagione, sono molto importanti per lo sviluppo dei pulcini e dei giovani.
I maschi adulti in estate stanno da soli o in piccoli gruppi, mentre in autunno inoltrato e durante l’inverno si riuniscono in gruppi talora consistenti, mentre le femmine stanno in gruppi meno numerosi.