Il lupo

Esemplare di Canis lupus (foto tratta da wikipedia.org)Scomparso dalle Alpi alla fine del secolo scorso, il lupo (Canis lupus), sopravvissuto in Italia nelle foreste dell’Appennino (soprattutto nel Parco d’Abruzzo), ha dimostrato recentemente un notevole dinamismo della popolazione, che, grazie alla protezione accordata e all’abbandono delle zone montane con l’aumentata disponibilità di prede quali gli ungulati selvatici, ha recuperato ampi territori da cui era da tempo scomparso, portandosi a ricolonizzare l’arco alpino.
Grande predatore, il lupo è un carnivoro che caccia di preferenza le prede più numerose e più facili da catturare come animali giovani, vecchi e malati. Le sue prede sono perlopiù cervi, caprioli, camosci, mufloni e giovani cinghiali, come pure animali da reddito (quali pecore e capre); a volte il lupo si nutre anche di uccelli, rettili, anfibi, insetti e frutti. I lupi cacciano spesso in gruppo: cercano di avvicinarsi il più possibile alla preda senza mostrarsi, e appena questa fugge viene rincorsa velocemente, saggiandone la forza; se l’animale si mostra in buone condizioni fisiche la caccia viene di regola interrotta, mentre se i lupi si sentono più forti la rincorsa si può protrarre finché la preda non viene raggiunta.
Non tutti i lupi si assomigliano e i biologi li hanno classificati in diverse sottospecie. Il colore della pelliccia non varia solo a seconda della sottospecie, ma anche da individuo a individuo; la pelliccia dei lupi in Italia ha perlopiù una colorazione marrone-rossiccia, più grigia in inverno e nei giovani.
Il lupo vive negli ambienti più disparati. Elementi importanti per la sua sopravvivenza sono la presenza di spazi in cui possa nascondersi durante il giorno e di nutrimento a sufficienza; nel caso in cui abbia a disposizione questi due elementi, la specie può vivere anche molto vicino all’uomo.
Un branco di lupi vive in un territorio le cui dimensioni possono variare notevolmente: ad esempio nel Mercantour (Francia) l’estensione media del territorio vitale è pari a circa 200 kmq. Lupi solitari possono vivere negli spazi tra i territori occupati dai branchi.
I lupi vivono in piccoli gruppi, composti da una coppia con i cuccioli nati durante l’anno e, a volte, negli anni precedenti (in Italia i branchi raggiungono di regola al massimo i 10 individui). La struttura sociale è ben definita, con una chiara gerarchia: la coppia “alfa” sta al vertice, seguita dal maschio “beta”; più sotto troviamo gli individui (maschi e femmine) più giovani o molto vecchi; il gradino più basso è occupato dagli animali di un anno e dai cuccioli. Il maschio e la femmina “alfa” hanno la dominanza assoluta sugli altri componenti e sono gli unici a riprodursi. A differenza dei cani, i lupi hanno un solo periodo riproduttivo all’anno; l’epoca dell’estro si concentra nei mesi di gennaio-febbraio, mentre le nascite avvengono nelle ultime settimane di maggio.
La comunicazione è estremamente evoluta e si realizza attraverso mimiche del corpo e vocalizzazioni ben precise, che esprimono con grande chiarezza gli stati d’animo dei vari componenti del branco.