L'aquila reale

Giovane di Aquila reale (foto di F. Gaydou)

L'aquila reale (Aquila chrysaetos) si riconosce innanzi tutto per le sue dimensioni: lunga circa 80 cm, con un'apertura alare che può superare i 2 metri ed un peso di 4-6 kg. La femmina è leggermente più grande del maschio e i giovani, fino a circa 4 anni di età, si riconoscono per le macchie bianche sotto la coda e le ali. In volo mostra la testa nettamente sporgente, la coda ampia e lunga quasi quanto la larghezza delle ali.
Anche il suo nido, costruito da entrambi i genitori, è di notevoli dimensioni: circa 2 metri di altezza per 2 metri di diametro. Le coppie che si formano rimangono unite per tutta la vita, e restano nello stesso territorio per anni. Costruiscono diversi nidi che utilizzano a rotazione; la femmina depone di solito due uova, ma generalmente sopravvive un solo piccolo, che nasce dopo un'incubazione di circa un mese e mezzo; il piccolo compie il suo primo volo dopo 2-3 mesi.
L'aquila reale, vera e propria sovrana degli uccelli, è l'aquila più diffusa nell'emisfero settentrionale e preferisce gli ampi spazi, soprattutto se montagnosi. Si tiene lontana dalle zone troppo boscose e abita solitamente l'area al di sopra del limite degli alberi, subito sotto il livello delle nevi perenni.
Sulle Alpi i siti di nidificazione dell'aquila reale sono costituiti da pareti rocciose poste da un minimo di 1.000 metri di quota ad un massimo di 2.300-2.400 metri. In aree con una buona densità della specie, la distanza tra i nidi occupati è pari a circa 8-10 km.
Il territorio di questo rapace si estende su ampie superfici variabili da 50 ad alcune centinaia di kmq, a seconda della disponibilità di cibo.
Dotata di un'ottima vista, le prede dell'aquila sono soprattutto mammiferi, uccelli e rettili, quali marmotte, volpi, lepri, giovani ungulati e galliformi (gallo forcello e pernice bianca). Le prede di solito vengono avvistate dall'aquila sorvolando a bassa quota il terreno, che controlla con grande attenzione; poi, in veloce planata, cala sulle sue vittime e le ghermisce con gli artigli.