La Vegetazione del Comune di Massello

Tra i valori ambientali del Vallone di Massello la componente vegetazione occupa senza dubbio un posto di primo piano.
In questa tipica area alpina, comprendente una grande varietà di habitat dal fondovalle alle cime più elevate, ai bellissimi boschi dei versanti inferiori si sostituiscono gradualmente le praterie erbose, che a partire dai 1.800-2.000 metri di quota si estendono su vaste superfici, contendendosi talvolta lo spazio con gli arbusti, le rocce e le pietraie.

Le praterie alpine, caratterizzate da terreni calcarei con presenza della graminacea Festuca violacea, hanno un notevole valore naturalistico, tanto da essere specifico oggetto di tutela e comprese nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) codice IT1110080 “Val Troncea” (istituito dalla Direttiva Europea 92/43/CEE, meglio conosciuta come “Direttiva Habitat”); tale SIC si estende anche sul territorio dei limitrofi comuni di Fenestrelle e Pragelato, su una superficie di oltre 100 kmq. Nella scheda “NATURA 2000 Data Form” del SIC citato si segnala in particolare la presenza di “numerose specie vegetali endemiche o rare per le Alpi Occidentali, soprattutto sui detriti di calcescisti”.

Stelle alpine (foto di Franz Xaver tratta da http://it.wikipedia.org)Inutile ricordare le bellissime fioriture primaverili che ravvivano i prati e poi pascoli più in alto con l'avanzare della primavera; si ricorda in particolare la presenza della nota ma sempre affascinante stella alpina (Leontopodium alpinum). Le specie floristiche più rare e interessanti presenti nella zona sono elencate nella scheda “NATURA 2000 Data Form” del SIC “Val Troncea”.

Per quanto riguarda i boschi che ricoprono i versanti e caratterizzano il paesaggio delle quote intermedie (ovvero dai 1.000 ai 1.800-2.000 metri circa), si rileva la presenza di boschi di conifere, di boschi di latifoglie e di boschi misti.
Si premette che l'attuale assetto del territorio e delle foreste deriva da una millenaria antropizzazione che ha radicalmente trasformato le originarie selve: l'uomo ha alterato non solo l'estensione del bosco ma anche la sua composizione, cioè l'abbondanza delle varie specie al suo interno.
Sulla base delle caratteristiche delle diverse specie forestali, l'uomo ha esercitato diverse forme di governo del bosco, sostanzialmente ascrivibili a due categorie: la fustaia e il ceduo. Sul territorio del Comune di Massello tra le fustaie più belle si annoverano quelle di larice (Larix decidua), mentre il bosco ceduo è ben rappresentato dal faggio (Fagus sylvatica), che nella tradizione locale era ed è ancora l'unica specie apprezzata per ricavare legna da ardere.

Un lariceto in autunno (Foto di Roger B., tratta da www.flickr.com)Se sulla destra orografica del tratto mediano del vallone prevale il larice, sulla sinistra orografica prevale invece il faggio. Entrambe le specie donano al paesaggio una moltitudine di colori che variano nel corso delle stagioni: basta ricordare l'autunno, con il giallo oro dei lariceti e l'arancio-bruno delle faggete.

Per quanto riguarda i lariceti della destra orografica, si tratta di boschi molto estesi su versanti piuttosto ripidi esposti a nord, tra il fondo del Vallone del Ghinivert a ovest e il costone che scende in direzione del capoluogo Roberso a est, che si estendono sino al fondovalle tra Balsiglia e le borgate inferiori. Presso questi popolamenti è possibile osservare esemplari di larice molto belli, alcuni dei quali secolari (ad esempio sopra la borgata di Gros Passet). In alcune aree il larice è frammisto al faggio, che verso la parte bassa del versante diventa prevalente.
Sempre sulla destra orografica ma più a valle, verso Campo la Salza, il versante con esposizione est è invece ricoperto da una faggeta.

Sulla sinistra orografica del vallone, presso il versante quindi con esposizione più favorevole, si segnala la presenza di alcune bellissime faggete, poste a monte degli insediamenti di Balsiglia e, più in quota, di Clot del Mian e di Ortiarè. Si tratta di vere e proprie “bandite” di faggio, ovvero di boschi in cui i tagli sono stati rari e limitati per proteggere gli abitati dalle valanghe. Un bel ceduo abbandonato di faggio si trova inoltre sopra la borgata Gran Didier. A monte della borgata Porte è invece rinvenibile un esempio di faggeta trattata con ceduo a sterzo. Ancora più a monte, presso l'Alpe Troncea (m 1607), si segnala inoltre un bel bosco misto di larice e faggio.
Da segnalare anche, sui pendii soprastanti le borgate Ciaberso e Porte, un bosco di pino silvestre (Pinus sylvestris) e faggio, che si estende sino ad una quota di 1.750 metri, ad est del quale è presente un'area interessata dal passaggio di un incendio.

La fioritura del maggiociondolo (foto di J.F. Gaffard tratta da http://it.wikipedia.org)Molto belle sono inoltre le fioriture primaverili (maggio-giugno) del maggiociondolo (Laburnum anagyroides), piccolo albero che con le sue gialle infiorescenze a grappolo attira gli sguardi. Si trova in tutto il Vallone del Ghinivert, sopra Balsiglia, così come sempre nella stessa zona sul versante di fronte alla borgata Clot del Mian, nonché decisamente più a valle presso Campo la Salza.

Altra specie arborea presente, caratterizzata da belle fioriture primaverili nonché da vistose infruttescenze autunnali di colore rosso, è il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), che si trova in particolare nel vallone del Ghinivert e presso i boschi ai margini dei Prati di Culmian. Quest'ultima località, sita nella parte orientale del territorio comunale, è caratterizzata da splendide praterie utilizzate dal bestiame nella stagione estiva, oggetto di una buona gestione pastorale da parte del Consorzio dei Prati di Culmian. Più sporadico è invece il sorbo montano (Sorbus aria).

Più decentrato ma ancora appartenente al Comune di Massello è il bellissimo bosco che si estende sul versante nord sopra la strada di accesso a Massello a valle del bivio per il Vallone di Salza, dove si trova il faggio, il larice ma soprattutto l'abete bianco (Abies alba), che essendo una specie sempreverde fa bella mostra di sé anche nel periodo invernale. In particolare a valle del Colletto delle Fontane, ai confini con il Comune di Salza, sono presenti degli splendidi esemplari secolari di abete bianco.

In seguito al diffuso abbandono delle coltivazioni e dei prati, alle quote medio basse è ben visibile in tutte le località montane il fenomeno della nuova espansione del bosco, che grazie alle cosiddette “specie pioniere” tende a ricolonizzare gradualmente il territorio che, in passato, gli era stato sottratto dall'uomo. Quelli che alcuni decenni fa erano prati o campi coltivati sono oggi occupati da giovani piante di acero di monte (Acer pseudoplatanus), frassino (Fraxinus excelsior), betulla (Betula pendula) e così via. Anche a Massello sono diffusi questi boschi di neoformazione, specialmente a valle di Roberso, presso il versante sinistro orografico e il fondovalle, non lontano dalle borgate o presso i casolari e gli alpeggi abbandonati. Questi boschi saranno spesso destinati, con il passare del tempo, ad evolversi verso formazioni più stabili quali le faggete o le abetine.

Per concludere, dal punto di vista quantitativo si consideri che l'intero territorio del Comune di Massello si estende su una superficie pari a 3.880 ha, di cui ben 580 ha sono boschi di proprietà comunale, a cui si aggiunge all'incirca un'altrettanta superficie di boschi di proprietà privata. Nell'ambito dei boschi comunali sono ben rappresentate tutte le categorie sopra descritte, ad eccezione dei boschi di invasione.
I boschi comunali sono stati oggetto di un Piano di Assestamento Forestale (periodo di validità 1983-1992), avente la finalità di ottimizzare l'uso del bosco intervenendo con tagli boschivi programmati, comprendenti operazioni di salvaguardia e di miglioramento del patrimonio boschivo. La maggior parte di questi boschi sono stati classificati dal suddetto Piano di Assestamento come “boschi di protezione”, destinati ad una tutela assoluta del suolo e dell'ambiente più in generale.

Sulla foto aerea del Comune di Massello sono stati localizzati i principali boschi sopra descritti, tra i più belli della zona; in legenda si riporta una schematica suddivisione tra le diverse categorie.


Pagina realizzata grazie al contributo del
Programma Interreg IIIB "Alpin space" dell'Unione Europea

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