Il faggio

Una faggeta (foto di Darkone tratta da http://it.wikipedia.org)Albero di prima grandezza, il faggio (Fagus sylvatica) può arrivare a superare i 30 metri di altezza, con il suo caratteristico fusto con corteccia sottile di color grigio chiaro, e la chioma massiccia, molto ramificata e con fitto fogliame.
Le foglie sono ovali, lucide, con una sottile peluria sulle nervature; esse in autunno assumono un intenso colore dal giallo-arancio al rosso-bruno, per cui conferiscono al bosco un colore bellissimo. I frutti detti “faggiole” possono essere paragonati a delle piccole castagne triangolari, racchiuse a due a due in un involucro legnoso ricoperto da aculei morbidi, e sono molto appetite da alcune specie di fauna selvatica quali il cinghiale.
Il faggio è diffuso sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri (faggete) o misti (di solito con l’abete bianco). Il faggio abbisogna di notevoli precipitazioni e di un’elevata umidità dell’aria anche durante l’estate, è però sensibile al ristagno dell’acqua nel suolo almeno quanto al freddo intenso e alla siccità prolungata.
Le foglie del faggio in autunno (Foto di Pietro Gusso gentilmente offerta dal sito http://digilander.libero.it/alberiitaliani) Sulle Alpi il faggio è perciò chiaramente confinato ai settori periferici (cioè verso le pianure) a clima più umido, dove risulta nettamente dominante soprattutto nella fascia altitudinale compresa tra i 600 e i 1.400 metri. In alcune aree può spingersi con popolamenti compatti fino al limite superiore del bosco. Nelle stazioni oltre i 1.500 m di quota o in condizioni sfavorevoli si può presentare come un arbusto prostrato e molto ramificato, adatto a sopportare il peso del manto nevoso anche per lunghi periodi.
Il frutto del faggio: la “faggiola” (Foto di Pietro Gusso gentilmente offerta dal sito http://digilander.libero.it/alberiitaliani)Il legno di questo albero, di color roseo, pur non essendo molto resistente alle intemperie, è pregiato per il suo bell’aspetto e la facile lavorabilità, e trova molti impieghi: si usa per la fabbricazione di mobili e arredamenti, per palchetti, nell’industria artigianale per intaglio e tornio, nell’industria cartaria, eccetera. In particolare si tratta di un ottimo combustibile che brucia bene con scarsa emissione di fumo, ed è quindi particolarmente apprezzato come legna da ardere.
Le faggete infatti sono state in passato quasi tutte governate a ceduo, ad eccezione di qualche bosco tutelato per la protezione degli abitati montani: se ne ricavava soprattutto legna da ardere, oltre a carbone per gli usi industriali.