Il sorbo degli uccellatori

Foglie e infruttescenze del sorbo degli uccellatori (Foto di Visulogik, tratta da www.flickr.com)Il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) è un alberello alto fino a 10-15 metri, diffuso soprattutto dalla fascia montana a quella subalpina. La corteccia è liscia e grigia con lenticelle evidenti. Le foglie sono composte, formate da 13-15 foglioline a margine seghettato, che d’autunno assumono una colorazione rossastra.
Questo sorbo in tarda primavera fa bella mostra di sé grazie alle bianche infiorescenze a corimbo, di circa 15 cm di diametro, che si trasformano poi in infruttescenze costituite da piccoli pomi di un vivace colore rosso scarlatto, che maturano in autunno e danno alla pianta un buon valore ornamentale.
Il nome di questo grazioso alberello è dovuto al fatto che i frutti abbondanti sono assai ricercati dagli uccelli, tanto che i cacciatori si appostavano presso alberi di questa specie per catturare i volatili. Proprio gli uccelli contribuiscono alla disseminazione, in quanto i semi non vengono digeriti e quindi possono germinare una volta evacuati.
Il sorbo degli uccellatori è diffuso in tutta Italia a partire dal piano collinare e si può spingere, nelle Alpi, fino a 2.300 metri di quota. Specie adattabile a diversi ambienti, vegeta in boschi di conifere e di latifoglie soprattutto nel piano basale montano, nelle radure, negli arbusteti e sulle pendici detritiche e sassose. Generalmente questo sorbo vive in luoghi asciutti ed esposti al sole, ma si adatta ad ogni tipo di terreno. Si ritrova spesso isolato o in gruppi, raramente in popolamenti più estesi.
Aciduli e poco saporiti, i frutti del Sorbus aucuparia possono essere mangiati solo dopo la cottura; con essi si possono fare ottime marmellate e gelatine e, dopo fermentazione, bevande alcoliche. Grazie alle loro proprietà astringenti ed antinfiammatorie hanno anche usi medicamentosi e cosmetici; una volta essiccati, si possono conservare e utilizzare per fare un decotto con virtù medicinali (antiemorragico, astringente, diuretico).
Il legno, duro e resistente, è utilizzato per lavori al tornio e intaglio, per la produzione di manici degli utensili, attrezzi agricoli e sculture.
Nella tradizione questa pianta simboleggia il ritorno della luce dopo l’oscurità dell’inverno, grazie al fogliame rado che permette all’erba di crescere sul terreno sottostante.